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Recupero - Corsi per diploma

Corsi per diploma
Il ministro della pubblica istruzione, Beppe Fioroni, spulciando i bilanci alla ricerca di fondi inutilizzati da spendere per coprire i debiti (circa un miliardo), ha scoperto quanto in molti nelle scuole già sapevano. Ovvero che i corsi di recupero non si fanno. Che la verifica se lo studente abbia colmato le lacune, e dunque se lo studente abbia raggiunto la sufficienza, non c'è. Perché le scuole i fondi per le Idei, ovvero le attività di recupero, non li hanno spesi. Insomma, ci sono studenti promossi con insufficienze, in media due-tre, che restano tali. Mentre loro vanno avanti, fino ad arrivare agli esami di stato. Nella circolare sul prossimo finanziamento degli Idei, che sta per arrivare alle scuole, il ministro si accinge a precisare che i corsi devono essere realizzati obbligatoriamente. Ma intanto, dall'altra parte, si prepara a reintrodurre, probabilmente dal 2008, gli esami di riparazione a settembre, cancellati nel 1995 Francesco D'Onofrio. Il possibile ritorno agli esami di riparazione, sollevato da ItaliaOggi venerdì scorso, ha scatenato un notevole interesse. Che la soluzione di tutti i mali possa essere questa non ne sono tutti convinti. Ma che i corsi di recupero siano stati un fallimento, su questo sì, invece, c'è consenso unanime. Gli esami di riparazione sono stati mandati in soffitta senza che gli insegnanti fossero preparati a una nuova didattica, spiega a ItaliaOggi Luigi Berlinguer, ex ministro della pubblica istruzione, una didattica che sia capace di fare recupero sempre, tutti i giorni, che non lasci mai soli o demotivati i ragazzi. E dal 2008/2009 si potrebbe tornare ai vecchi esami di riparazione, che nel 1995 aveva cancellato.